Comunicato stampa della Rete dei comitati

logo reteL’Assemblea della Rete dei comitati per la difesa del territorio, riunitasi a Firenze il 9 maggio 2015:
Ritiene quanto mai importante il proseguimento dell’impegno dell’ambientalismo dal basso rappresentato dall’azione dei comitati e dei soggetti che negli ultimi anni hanno difeso il territorio come bene della collettività.
Ricorda i risultati ottenuti anche grazie alla pressione dei comitati e delle associazioni  ambientaliste con il varo della Legge regionale per il governo del territorio e con l’approvazione del Piano del paesaggio- per quanto indebolito rispetto alla versione originaria prodotta dal l’assessore Marson, che la Rete auspica possa continuare a rivestire un ruolo centrale nel futuro dell’urbanistica toscana; fa presente che la nuova amministrazione regionale, qualunque essa sia, debba farsi carico di garantire l’applicazione e l’efficacia di tali strumenti di governo, su cui la Rete vigilerà.
Ritiene che gravi siano le criticità che sussistono sul territorio toscano: dal sottoattraversamento AV di Firenze – e altri interventi collegati al sistema tossico delle ‘grandi opere’- al corridoio tirrenico, alla geotermia, all’escavazione industriale del marmo, all’incenerimento dei rifiuti, fino al clamoroso caso del nuovo aeroporto fiorentino. La Rete intende dare sostegno alle realtà che si impegnano per interventi alternativi a tali progetti, nella convinzione che il futuro debba reggersi su un equilibrio oggi negato tra ambiente e lavoro e in un nuovo modello di salvaguardia delle risorse naturali.
La Rete sottolinea come, di fronte all’attuale progressivo restringimento degli spazi di democrazia, la difesa del territorio, a partire dal No al consumo di suolo, debba collocarsi conflittualmente all’interno di una più ampia difesa dei diritti democratici.
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8 marzo: assemblea della Rete.

Un anno di lavoro: ipotesi, progetti e lotte per il futuro.

1. Sintesi del lavoro fatto.

Per la Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio il 2013 è stato un anno di intensa attività. Oltre alla consueta attenzione alle vertenze in atto è stata elaborata la ‘Piattaforma toscana’, un documento che nasce dal durevole interscambio con le associazioni e i comitati e rappresenta il frutto degli ultimi anni di lavoro della Rete. In essa sono esaminati e riuniti in un unico testo i principali aspetti della situazione ambientale, territoriale, urbanistica e paesistica della Regione Toscana.

La Piattaforma è stata presentata e discussa nel corso dell’Assemblea plenaria dei comitati del 3 febbraio 2013. Sulla scorta di quel lavoro è stato possibile instaurare un dialogo più strutturato con la Regione Toscana, che ha avuto inizio il 15 aprile con il primo incontro tra tra la Giunta regionale e la Giunta della Rete, durante il quale è stata consegnata la Piattaforma al presidente Rossi ed agli assessori.

In quella occasione sono state consegnate anche 9 schede, riguardanti:

1. Il dissesto idrogeologico;

2. Lo sfruttamento fuori norma e misura delle risorse energetiche;

3. La distruzione delle Alpi Apuane;

4. La revisione della Legge 1 e il nuovo Piano paesaggistico regionale;

5. La situazione urbanistica fiorentina;

6. La questione della Piana fiorentina;

7. La “nuova questione agricola” (cui, connessa, aderisce la problematica dei “parchi agricoli”, di cui, a mo’ d’esempio, viene chiamata in causa la Val d’Orcia);

8. Il “corridoio tirrenico”;

9. Il sotto-attraversamento ferroviario di Firenze.

2. Il confronto con la Giunta Regionale Toscana.

Nel corso del 2013 si sono tenuti complessivamente due incontri tra la Giunta regionale e la Giunta della Rete e quattro incontri con gli assessori Bramerini, Ceccarelli e Marson.

In coerenza con la propria ragione sociale la Rete ha condiviso l’organizzazione e la partecipazione agli incontri con gli esponenti dei comitati di volta in volta interessati.

La discussione ha affrontato alcuni degli argomenti di più rilevante interesse regionale: l’assetto urbanistico della piana fiorentina, con particolare riferimento al Parco della Piana e all’ampliamento dell’aeroporto Leonardo da Vinci; il sotto-attraversamento TAV di Firenze e la politica trasportistica regionale e nazionale; il corridoio tirrenico; la geotermia, le prospettive di sviluppo in particolare della media entalpia, l’impatto dell’alta entalpia; le attività estrattive nelle Apuane, il rapporto tra queste ed il Parco delle Apuane, la sostenibilità di queste attività e l’impatto sul territorio.

A corollario dei principali temi siamo entrati nel merito dell’attività legislativa della Regione, in particolare della legge urbanistica (ex LR 1/05), del Piano paesaggistico (per cui si veda più avanti), della futura legge sulle attività estrattive, della futura legge sulle aree protette. La Rete si è inoltre espressa sul Piano Ambientale ed Energetico Regionale (PAER) e su alcuni altri elementi ed aspetti della produzione normativa ed amministrativa regionale.

In merito alla discussione con la Regione il bilancio è articolato, è stato certamente utile a comprendere meglio alcune posizioni strategiche dell’Ente e degli assessorati, quindi a meglio articolare critiche e contributi: siamo convinti di aver apportato riflessioni non banali all’attenzione degli assessori.

In generale riteniamo di aver messo nell’agenda dell’amministrazione regionale maggiore attenzione alle questioni che ci sono care, a fronte dell’oggettiva osservazione che da parte delle forze politiche nazionali il ruolo riservato nel dibattito pubblico ai temi dell’ambiente, del territorio, del paesaggio, dei beni culturali, risulta più che modesto.

Abbiamo persino la presunzione di pensare che questa Giunta regionale, per l’incisiva azione della Rete nel periodo 2007- 2010, sia nata con qualche attenzione alle attese della ReTe stessa.

3. Un giudizio di massima sull’attività legislativa della Regione in materia urbanistica e paesaggistica.

La proposta di riforma urbanistica in discussione nel Consiglio regionale della Toscana è un provvedimento ampio e complesso, che affronta tutte le questioni del governo del territorio: dalla prevenzione e mitigazione dei rischi sismici e idrogeologici alla valorizzazione dell’attività agricola e del mondo rurale; dal rafforzamento dei poteri d’intervento regionali alla riorganizzazione delle procedure relative all’informazione e alla partecipazione.

Ma la svolta rispetto alla precedente esperienza legislativa riguarda l’inibizione del consumo di suolo, mediante la suddivisione del territorio in due categorie: quella urbanizzata e quella rurale. All’interno della prima deve essere concentrato ogni nuovo intervento di nuova edificazione o di trasformazione urbanistica. All’esterno del territorio urbanizzato non sono consentite nuove edificazioni residenziali.

Il disegno riformatore della Toscana in materia di assetto del territorio è completato con la formazione del nuovo Piano paesaggistico, anch’esso in discussione in Consiglio regionale. Un piano non più di solo indirizzo dell’attività comunale, sostanzialmente autonoma, ma di regole e procedure cogenti cui sono tenuti a uniformarsi gli altri piani e programmi di livello regionale e locale, nel rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Questi due elementi normativi, nuova legge urbanistica e Piano paesaggistico – qualora venissero approvati senza stravolgerne i principi ispiratori e risultassero efficacemente applicabili – giustificherebbero la speranza che in Toscana la stagione degli ecomostri e delle villette a schiera possa concludersi.

4. Una più forte dimensione politica della Rete.

Per aggredire l’impostazione retriva della politica tradizionale – che le cronache mostrano troppo spesso interessata a mantenere una non commendevole prevalenza economicista e speculativa su ogni altro valore e prospettiva – ci pare necessaria una più forte dimensione politica della ReTe, una diversa politica: nel senso della polis e non dell’impegno di carattere partitico, in coerenza con l’enunciato presente nella Piattaforma Toscana “La prospettiva politica in cui sincolloca la ReTe salda la difesa e la valorizzazione di territorio, ambiente e paesaggio con le questioni dell’occupazione e del reddito.”.

Tale obbiettivo presuppone un rapporto forse maggiore, certamente diverso con i comitati: la Rete non come mero strumento di supporto all’azione dei comitati ma come reale e riconosciuto luogo di elaborazione e confronto collettivo, tra e con i comitati, tra e con diverse componenti sociali.

E’ quanto nel corso della nostra storia, abbiamo definito come “neoambientalismo”: ossia un ambientalismo che nasce dal basso, si dirama in tutte le direzioni di lotta, esprime gli interessi più diretti della cittadinanza, ma è capace anche di elaborare una visione strategica generale e di aggredire con efficacia i livelli delle istituzioni e dello Stato. Non rifiutiamo, come altri fanno, l’organizzazione democratica della rappresentanza; ma pensiamo di esprimere un’altra forma della rappresentanza, quella che si muove nel circuito stretto e diretto fra cittadinanza e Comitati.

5. Una nuova fase costituente.

L’assemblea plenaria dei comitati che ci accingiamo ad affrontare è propedeutica a quella immediatamente successiva, che vedrà il rinnovo della Giunta della Rete. Entriamo quindi in una fase di rinnovamento, una fase costituente dove la qualità e la quantità della partecipazione dei comitati, e delle persone vicine alla Rete, condizionerà la possibilità di dare alla Rete quella dimensione politica che serve ad essere ancora più efficacie nel portare all’attenzione dei decisori regionali le istanze dei comitati, nel quadro politico di grande respiro delineato con la Piattaforma toscana.

Febbraio 2014