Lettera aperta ai Sindaci (tutti, nessuno escluso)

sulla gestione disastrosa dei rifiuti nel sud Toscana

di Roberto Barocci, 23 maggio

Dopo la pubblicazione della Relazione della Commissione Parlamentare [i] d’inchiesta sui reati connessi al ciclo dei rifiuti, che riporta quanto hanno verificato i tre Commissari nominati su sollecito dell’ANAC [ii], non ci sono più dubbi sulle responsabilità politiche dei Sindaci che dal 2012 hanno affidato la gestione dei rifiuti a SEI Toscana: d’ora in avanti nessun Sindaco potrà dire che non sapeva. O cambiano in fretta l’appalto, oppure sono complici consapevoli di reati a danno dei cittadini. Infatti, è stato ampiamente documentato che, per la sua esagerata dimensione (nell’ATO ci sono 106 comuni, compresi nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, nonché sei comuni della provincia di Livorno), per le diverse esigenze nei territori e per i contenuti dell’appalto stesso, l’attuale ATO Toscana Sud è inefficace, inefficiente, in violazione di tutte le norme [iii] nazionali e regionali, incapace sia di concepire strumenti di controllo sul gestore del servizio, che di esercitarlo. Leggi tutto

La partita di Mondeggi

di Antonio Massi, su www.bathontheriver.it, 22 maggio.

A Mondeggi si gioca una partita che non riguarda solo una fattoria con i suoi occupanti, ma coinvolge tutta la sinistra e un partito – il PD – che si interroga sulla “fine della sinistra” faticando a riconoscerla nelle tante esperienze di mutualità e cooperazione che stanno nascendo in Italia. Leggi tutto

Un progetto per la Manifattura Tabacchi

Comunicato Comitato Tutela ex Manifattura Tabacchi di Firenze

È trascorso molto tempo dall’ultima comunicazione pubblica del Comitato: si risale all’autunno del 2016, quando stigmatizzammo l’uso privatistico della manifattura, secondo quanto emergeva allora dai programmi di recupero enunciati dalla proprietà FINTECNA, recepiti dal Comune di Firenze con l’adozione del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico. Leggi tutto

Basta “Province”, facciamo i cantoni

di Salvatore Settis, Il fatto quotidiano, 9 maggio.

I nuovi enti potrebbero essere   “ritagliati” secondo criteri storici o geografici, con riferimento ad antiche ripartizioni d’area di cui l1talia abbonda, per esempio Romagna, Casentino, Cadore, Sila.

Cento fantasmi si aggirano per l’Italia: le Province. Che andassero abolite lo sosteneva Licio Gelli e poi altri padri della patria, insistendo su questa indispensabile (per loro) misura di risparmio. Quanto fosse il risparmio non fu dato sapere fino alla lettera del Ragioniere Generale dello Stato (28 ottobre 2014) da cui risulta che “i risparmi di spesa che deriverebbero dall’abolizione delle Province non sono quantificabili” dato che “le funzioni svolte dovranno essere riallocate ad altri livelli di governo”. Leggi tutto