Tav: obbligo di discussione sui costi-benefici

di Maria Rosa Vittadini, su www.sbilanciamoci.it, 12 marzo

Bisogna analizzare a fondo l’analisi costi-benefici della Torino-Lione, altrimenti il rischio è che tutto il lavoro fatto venga sepolto per il prevalere di posizioni ideologiche e irresponsabili.

L’analisi costi-benefici (ABC) del nuovo collegamento ferroviario Torino Lione è difficile da leggere, solleva dubbi che non trovano risposta, e porta a risultati apparentemente paradossali. Di primo acchito suggerisce infatti ai lettori non esperti di ABC che più la linea ferroviaria sottrarrà traffico alla strada più i costi saranno superiori ai benefici: dunque meglio non realizzare mai nessuna ferrovia.  Anche dal punto di vista di chi ha sempre nutrito profondi dubbi sulla utilità della nuova linea, queste paradossali conclusioni appaiono inaccettabili, richiedono un adeguato approfondimento tecnico e adeguate risposte politiche. Leggi tutto

La guerra dei 30anni che inventa il fantomatico Tav

Di Guido Viale, il manifesto, 12 marzo 2019.

Come mai un moscerino come il Tav (“ma è solo un treno!” diceva Bersani) è diventato un elefante intorno a cui si giocano le sorti di governo, sviluppo, benessere e buon nome della nazione? Difficile capirlo da giornali e Tv.

Sono tutti in mano all’Union sacrée SìTav tra Meloni, Salvini, Zingaretti e Berlusconi; più Confindustria, sindacati, bocconiani e madamine. Un’Unione sacra si fa per andare in guerra; e infatti, sul Tav Torino-Lione c’è una guerra dei Trent’anni: dai ’90 del secolo scorso a oggi. Leggi tutto

La ReTe a fianco delle nuove generazioni

15 marzo

La ReTe dei comitati per la difesa del territorio, aderisce convintamente allo sciopero per l’ambiente dichiarato dalle organizzazioni Earth Strike e Friday For Future, finalmente le nuove generazioni stanno risvegliando lo spirito necessario con cui dover affrontare la crisi climatica e ambientale che l’umanità sta vivendo. Invitiamo tutti i comitati, associazioni e movimenti che lottano nella stessa direzione ad appoggiare sui vari territori questi giovani che stanno cercando un futuro diverso, anzi stanno proprio cercando un futuro, visto che le politiche attuali ce lo hanno sottratto lasciandoci un pianeta completamente devastato ed alle soglie di una crisi che potrebbe diventare irreversibile.

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Salviamo Pisa dal ritorno delle bancarelle

sotto la torre

Il nuovo sindaco leghista vuole riportare i venditori di paccottiglie nel Campo dei miracoli, parte la petizione per evitarlo.

di Salvatore Settis, su il Fatto quotidiano, 8 marzo.

C’era una volta la legalità. Una caterva di norme, dalla Costituzione al Codice dei Beni culturali, dai regolamenti applicativi alle circolari ministeriali, prescrivono in modo non equivoco che le aree monumentali più preziose non possono essere deturpate da mercatini, bancarelle e altre presenze improprie, che disturbano la visione e la dignità dei monumenti. Come se non bastasse, a Pisa il bollino Unesco, ovviamente tributato alla celeberrima Piazza dei Miracoli, impone un sovrappiù di attenzione a queste cose, anche perché la Torre pendente è diventata uno dei simboli-chiave dell’Italia, sorpassando in popolarità in molti Paesi (a cominciare dagli Stati Uniti) perfino il Colosseo. Leggi tutto