Passante TAV, autorizzazione paesaggistica

Non deve essere data

cantiere_tav_pino_marzoCOMUNICATO STAMPA, 

Alternativa Libera, Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Comitato No Tunnel TAV

Firenze, 19 febbraio 2016

Il giorno 18 febbraio 2016 la Commissione Ambiente del Consiglio Comunale di Firenze ha ascoltato una relazione dell’Associazione No Tunnel TAV in cui sono stati illustrati i motivi per cui non andrebbe concessa l’autorizzazione paesaggistica per il Passante TAV.

Purtroppo questa audizione, chiesta i primi di gennaio, è stata data dopo l’avvio del procedimento che la legge vigente prevede per addivenire al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica. Infatti la Commissione per il Paesaggio nella seduta del 13/01/2016 ha espresso parere positivo a maggioranza e il Comune di Firenze, in data 18 gennaio 2016, ha inviato alla Soprintendenza il citato parere con i relativi elaborati progettuali. Da quest’ultima data (18 gennaio) la Soprintendenza ha 45 giorni per rilasciare o meno l’autorizzazione richiesta; nel caso non lo faccia il Comune ha ulteriori 15 giorni per decidere o meno sul rilascio dell’autorizzazione.L’audizione ha senz’altro perso efficacia, ma non hanno perso validità le critiche fatte.

I principali problemi derivanti dal progetto che confliggono con il rilascio dell’AP sono:

  • Le gallerie del Passante saranno scavate interessando moltissimi edifici, alcuni di questi di alto valore storico ed artistico, in particolare:Porta San Gallo, Arco dei Lorena, Fortezza da Basso. Si metteranno in pericolo la sicurezza di edificio aperto al pubblico (EsseLunga di Via Masaccio) e un edificio notificato ex Legge 1089/39 (Centrale termica e Cabina apparati centrali dell’ing. Mazzoni).
  • La possibilità che questi lavori creino danni agli edifici è talmente alta che fin dal progetto è previsto il consolidamento del terreno sotto i bastioni della Fortezza da Basso con la tecnica del “compensation grouting”. Questa tecnica, i cui effetti sono ancora discussi in campo scientifico, avrebbe una certa efficacia in presenza di terreni con elevata permeabilità che non è posseduta dalla eterogenea tipologia dei terreni sottostanti la Fortezza alcuni dei quali hanno una marcata matrice argillosa. In questi terreni l’effetto voluto di consolidamento non è efficace, anzi il cemento utilizzato tende a concentrarsi in bolle sotterranee che generano innalzamenti del terreno sovrastante (una cosa del genere è già avvenuta in occasione del consolidamento della scuola Rosai dove si sono avuti danni all’edificio).
  • I tunnel previsti impattano sulla faldarendendo difficoltoso il naturale deflusso; in corrispondenza dei tunnel non sono previste opere di mitigazione tali da garantire la trasparenza idraulica. In corrispondenza dei cantieri ai Macelli e a Campo Marte sono state previste opere di mitigazione, ma si sono dimostrate assolutamente inefficaci: lo sbilanciamento della falda è risultato ai controlli ARPAT di circa 1,5 metri. Abbassamenti o innalzamenti della falda sono assai pericolosi perché possono ridurre la portanza delle fondazioni degli edifici, possono indurre cedimenti del terreno e dei sovrastanti edifici e possono addirittura provocare l’allagamento di locali interrati. È opportuno, in particolare, valutare la grossa interferenza delle gallerie nella zona della Fortezza sulla falda anche in relazione al fatto che, al tempo, fu possibile realizzare solo 2 piani interrati del parcheggio della Fortezza.
  • Nella fase di scavo le subsidenze previste daRFI e GC sono sottostimate, almeno confrontando il progetto fiorentino con i dati della letteratura scientifica sull’argomento.
  • È stato completamente ignorato l’”effetto deriva”della realizzazione delle gallerie in curva; questo consiste in un maggior volume perso provocato dalle strutture rigide della fresa nei tratti non rettilinei. Nelle zone di via Masaccio – viale Don Minzoni e Fortezza da Basso – via delle Ghiacciaie si situano curve di raggio ridotto.
  • Sono stati completamente ignorati i maggiori valori dei cedimenti derivanti dalloscavo delle gallerie con una sola fresa. Nel progetto originario si prevedeva lo scavo con due frese che avrebbero dovuto lavorare contemporaneamente, come sempre accade per questi tipi di opere (ad es. passante ferroviario di Bologna). Invece, con il parere rilasciato dall’Osservatorio Ambientale il 05.02.2010, è stata data la possibilità al GC di utilizzare una sola fresa in relazione ai quantitativi di scavo ignorando le conseguenze tecniche. Questo è stato un gravissimo errore perché lo scavo eseguito in momenti diversi produce incrementi del cedimento in superficie di circa il 50% come è dimostrato dalla letteratura scientifica al riguardo. La cosa deve essere considerata ancora più grave perché questa modifica al progetto è stata legittimata dall’Osservatorio Ambientale senza che essa sia stata trattata nella “relazione di ottemperanza”, cioè nel documento redatto dal CG che giustifica le modifiche tra il progetto posto in gara e quello redatto dal CG.
  • Nel progetto è previsto un “pozzo di aggottamento” nei giardini attorno alla Fortezza nei pressi della cosiddetta vasca dei cigni. Il pozzo di aggottamento è una struttura che consente di estrarre dai tunnel le acque che per qualunque motivo si infiltrassero; è posizionato ovviamente nella parte più bassa di tutto il Passante per consentirne il recupero. È composta da un edificio che sporgerà dal suolo – modificando il paesaggio – e da una vasca interrata dove verranno raccolte e pompate le acque luride dei tunnel per essere trattate e poi immesse nel sistema fognario (sic). Per quanto riportato nel progetto redatto dal CG, le acque emunte saranno sicuramente inquinate, acide e corrosive; per questo dovrà anche essere previsto un depuratore e si dovrà prevederne la manutenzione. I manufatti di questa struttura interverranno pesantemente nella zona, probabilmente anche sulle presenza di alberi di alto fusto.

Ai problemi che abbiamo enumerato in precedenza l’ingegner Giacomo Parenti ha teso a minimizzare o ignorare i rilievi fatti dimenticando tutti i problemi esistenti e irrisolti. In particolare il direttore generale del Comune non vuol rendersi conto che l’autorizzazione paesaggistica per i lavori in sotterranea è fondamentale per studiare i danni che questi lavori potrebbero provocare in superficie, non si tratta solo di verificare se sarà mutata la percezione visiva di un luogo a lavori finiti. Questo è fortemente ribadito dal parere espresso dall’Ufficio Legale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, proprio sul Passante fiorentino, l’8 marzo 2013.

Crediamo sia chiaro a tutti che i nodi tecnici di questo progetto, emersi in parte anche nelle inchieste della Magistratura di Firenze, siano enormi e tali da indurre prudenza; non si parla di cantieri in mezzo alla campagna, ma sotto interi quartieri della città e sotto importanti monumenti. Le battute di Parenti che vede lavori analoghi sotto il Big Bang effettuati senza problemi ignorano che i contesti e le ditte che effettuano i lavori sono diversi; gli stessi lavori fatti a Firenze da Nodavia hanno provocato danni alla scuola Rosai.

I motivi elencati sopra dovrebbe indurre l’Amministrazione Comunale, la Giunta e il Consiglio a rivedere il parere favorevole espresso dalla Commissione Paesaggistica per il rilascio dell’autorizzazione e si dovrebbe provvedere ad un riesame di tutto il procedimento; questo è nel potere del Comune e sarebbe sicuramente nell’interesse della città e del suo patrimonio immobiliare e monumentale.

Nel caso in cui il parere della Soprintendenza non pervenga, il Comune di Firenze può ancheconvocare una Conferenza dei Servizi che analizzi seriamente e dettagliatamente tutti i problemi che questo progetto si porta in seno.

L’avvenuta audizione e la contemporanea consegna di documentazione speriamo serva per lo meno a mettere davanti alle proprie responsabilità il Comune tutto e anche gli organi politici; nessuno può ignorare i gravi rischi che Firenze sta correndo. Nessuno potrà dire in futuro “noi non sapevamo, noi non potevamo sapere”.

 

Alternativa Libera

Firenze Riparte a Sinistra

Movimento 5 stelle

Comitato No Tunnel TAV