Passante TAV di Firenze

Cittadini e associazioni per fermare lo scempio.

TAV-CENTRO-STORICO-1COMUNICATO STAMPA, Firenze, 9 maggio 2015

Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, la Rete dei Comitati in difesa del Territorio e le/i cittadine/i del Comitato No Tunnel TAV, davanti allo scempio economico ed ambientale in atto per i lavori nei cantieri TAV di Firenze, hanno scritto una lettera indirizzata ai ministeri interessati, alla Corte dei Conti, alla procura della Repubblica, all’Autorità Nazionale Antimafia mettendo in rilievo le maggiori criticità presenti al momento.

Quella adesso la più rilevante è certamente l’aumento vertiginoso dei costi cui nessuno vuol prestare attenzione, ma che si sta trasformando in un sostanziale furto di enormi risorse pubbliche.

Naturalmente anche le istituzioni regionali e cittadine sono state messe a conoscenza della missiva perché non possono continuare a far finta che nulla stia accadendo a Firenze e in Toscana: forse siamo di fronte alla più grande voragine economica che interessa la regione e nessuno rivendica tali risorse per scopi di utilità collettiva.

Allegato il testo della lettera in oggetto.

Comunicato stampa della Rete dei comitati

logo reteL’Assemblea della Rete dei comitati per la difesa del territorio, riunitasi a Firenze il 9 maggio 2015:
Ritiene quanto mai importante il proseguimento dell’impegno dell’ambientalismo dal basso rappresentato dall’azione dei comitati e dei soggetti che negli ultimi anni hanno difeso il territorio come bene della collettività.
Ricorda i risultati ottenuti anche grazie alla pressione dei comitati e delle associazioni  ambientaliste con il varo della Legge regionale per il governo del territorio e con l’approvazione del Piano del paesaggio- per quanto indebolito rispetto alla versione originaria prodotta dal l’assessore Marson, che la Rete auspica possa continuare a rivestire un ruolo centrale nel futuro dell’urbanistica toscana; fa presente che la nuova amministrazione regionale, qualunque essa sia, debba farsi carico di garantire l’applicazione e l’efficacia di tali strumenti di governo, su cui la Rete vigilerà.
Ritiene che gravi siano le criticità che sussistono sul territorio toscano: dal sottoattraversamento AV di Firenze – e altri interventi collegati al sistema tossico delle ‘grandi opere’- al corridoio tirrenico, alla geotermia, all’escavazione industriale del marmo, all’incenerimento dei rifiuti, fino al clamoroso caso del nuovo aeroporto fiorentino. La Rete intende dare sostegno alle realtà che si impegnano per interventi alternativi a tali progetti, nella convinzione che il futuro debba reggersi su un equilibrio oggi negato tra ambiente e lavoro e in un nuovo modello di salvaguardia delle risorse naturali.
La Rete sottolinea come, di fronte all’attuale progressivo restringimento degli spazi di democrazia, la difesa del territorio, a partire dal No al consumo di suolo, debba collocarsi conflittualmente all’interno di una più ampia difesa dei diritti democratici.