Il giorno 13 febbraio 2010, nel Palazzo Chigi di San Quirico d’ Orcia ospitato dal Comune e con il patronato della Fondazione Tagliolini, si è tenuto il Convegno: “Il Parco: è sempre un'opportunità per la Val d'Orcia?”, organizzato dal Comitato per la tutela e lo sviluppo della Val d'Orcia, dell'Amiata e delle Crete Senesi (aderente alla Rete dei Comitati per la difesa del territorio).

Dopo un lungo e avvincente dibattito, che ha preso spunto dalle relazioni di B.Origo e A.Asor Rosa ; C. Greppi, M. Sanchini, M.Chessa e S.Cinelli Colombini, e ha vista la partecipazione di cittadini, esponenti delle Amministrazioni locali, dell'associazionismo locale e nazionale, delle sovrintendenze ai beni culturali e della magistratura il Comitato ritiene di poter racchiuderne il senso, le tematiche e gli obbiettivi in questo DOCUMENTO.


DOCUMENTO

 

1. Il Parco artistico, naturale e culturale della Val d'Orcia, che ha preso forma dieci anni fa ed è stato istituzionalmente regolamentato a livello regionale nella cornice di un ANPIL ha avuto una vita stenta e difficile. Non è stato in grado d’impedire alcuni scempi impressionanti (Monticchiello, Castiglion del Bosco). Ma soprattutto non è stato considerato quella preziosa opportunità per uno sviluppo sano ed equilibrato per cui era nato.

Eistono tuttavia le condizioni per una sua efficace ripresa e per un suo rilancio. Le caratteristiche generali di un ambiente straordinario e bellissimo non sono state distrutte da questi scempi, pur così significativi. Il tentativo dunque può essere fatto, va fatto, sarebbe sbagliato, ingeneroso non farlo.

La prima richiesta dunque è ornare a riflettere sulle condizioni e l possibilità del Parco, ridisegnarne in modo adeguato la fisionomia, precisare e rendere più vincolante la rete dei vincoli e delle regole.

 

2. Due le possibilità preliminari, che a loro volta preludono ad una più approfondita analisi delle problematiche strategiche del Parco:

 

a) la “messa in comune degli strumenti urbanistici" da parte dei Comuni della Valle, secondo quanto esplicitamente dichiarato a suo tempo nelle premesse costitutive del Parco-ANPIL. La logica vuole che i1 Piano Strutturale per la Val d'Orcia sia uno solo, se non altro per non contrapporre le eventuali dissennate logiche di sviluppo di un Comune a quelle di tutti gli altri;

 

b) la costituzione di una Commissione tecnico-scientifica molto autorevole del Parco, destinata ad affiancare con funzioni consultive il Coordinamento dei Sindaci, e che erediti l’esperienza e lo spirito del gruppo che a suo tempo progettò il Parco e ne delineò competenze ed obbiettivi. Per la costituzione di tale Commissione il Comitato è disponibile a dare il suo contributo.

 

3. Nel frattempo, senza bisogno di aspettare ulteriori sviluppi normativi, garantire alcune elementari regole di sopravvivenza che la Conferenza dei Sindaci dichiari solennemente fin d'ora: non più "villettopoli” nel Parco! non più interventi di scala superiore al tollerabile, gravemente lesivi di situazioni ambientali locali come la diga di San Piero in Campo; tornare indietro risolutamente dall’insensata installazione dell’impianto a biomasse di Gallina, contrario a tutte le regale di rispetto del territorio, alla salute dei cittadini, agli obbiettivi e al rispetto dell’idea di Parco. Tutto ciò può essere fatto finora con semplici decisioni comunali e provinciali fra loro concertate, anche come testimonianza dell'apertura di una nuova stagione del Parco e della Val d'Orcia.

 

4.Il Convegno ha evidenziato con chiarezza che le vocazioni autentiche economiche e al tempo stesso ecologiche della Val d'Orcia si collocano nelle sue tradizionali attività e culture agricole (vino, olio, grano), connesse geneticamente e antropologicamente alla natura del suo territorio, e nell'oculata costruzione di un sistema turistico (ricettivo-culturale), che valorizzi al massimo le qualità inconfondibili del paesaggio e dei beni culturali e artistici riccamente presenti nella zona. Si può tranquillamente affermare che la sola denominazione di Parco, che del resto è all’origine anche della decisione UNESCO di farne un sito patrimonio dell'Umanità, ha prodotto effetti positivi sull'intera zona, uscita nell'ultimo decennio da una crisi pluridecennale. Lo straordinario sviluppo dell'agriturismo ne rappresenta una delle manifestazioni più coerenti e vitali. A questo impulso iniziale, destinato magari ad esaurirsi se non curato appropriatamente, deve seguire una strategia di turismo essenzialmente culturale e fondato sulla conservazione del paesaggio e degli ambienti urbani, che in questa caso, organicamente e unitariamente programmata sull’intero territorio della Valle.

 

5. Infine il Convegno ha evidenziato l’estrema criticità di una situazione come quel1a del Monte Amiata, strettamente connessa, storicamente e ambientalmente, con quella della Val d'Orcia: Amiata, dove una dissennata e sostanzialmente incontrollata politica di sfruttamento delle risorse energetiche da parte dell'ENEL rischia di mettere in crisi radicalmente la salute degli abitanti, l'equilibrio ecologico di quella splendida zona, il serbatoio idrico di cui l'Amiata è custode e che serve da tempo immemorabile, quanto meno ai bisogni dei cittadini di almeno tre provincie circostanti.

 

II Comitato dichiara di sentirsi impegnato a portare la denuncia di tale situazione a tutti i livelli, considerandola alla stregua di una vera e propria catastrofe naturale; ne fa uno degli aspetti portanti della propria battaglia.

 

II Comitato per la tutela e lo sviluppo della Val d'Orcia, dell'Amiata e delle Crete Senesi chiede che i Sindaci, le Amministrazioni provinciale e comunali, i partiti, le associazioni ambientaliste,si pronuncino su queste proposte, dando avvio ad una rinnovata stagione di confronto civile e democratico nella Valle.

 

 

Il Comitato per la tutela e lo sviluppo della Val d'Orcia, dell'Amiata e delle Crete Senesi

 

Benedetta Origo