BISOGNA SAPER PERDERE
Le dichiarazioni dell’Assessore provinciale rese dopo la sentenza del TAR
Toscana che ha accolto i ricorsi contro l’ampliamento dell’inceneritore I
Cipressi di Rufina promossi da Francesco Giuntini proprietari
della Fattoria Selvapiana, Italia Nostra, Associazione Valdisieve, assistiti dal
collegio di difesa composta da Avv. Andrea Del Re, Avv. Gianluigi Ceruti, Avv.
Luca Manetti, tendono a minimizzare la portata del risultato, tipico di chi non
sa perdere!
Il tentativo di revisionismo di Crescioli è tale da
arrivare a dichiarazioni francamente stupefacenti e contraddittorie.
L’Assessore parla di semplici “vizi di
procedura che non riguardano
Non sono certo vizi formali le censure accolte dal TAR
quali ad esempio: l’insufficienza e
l’incoerenza del giudizio finale di compatibilità paesaggistica; l’assenza
delle imprescindibili indagini geognostiche ed idrogeologiche in una zona ad
elevata vulnerabilità degli acquiferi come quella del sito prescelto,
l’insufficienza delle prescrizioni circa i sistemi di pretrattamento dei
rifiuti in ingresso; la mancanza di una corretta programmazione per l’utilizzo
della fossa di stoccaggio dei rifiuti; il
non rispetto degli accordi per la realizzazione delle misure di compensazione.
Tutto
ciò era già emerso in sede di VIA e la Provincia, è andata avanti approvando l’autorizzazione definitiva, la responsabilità provinciale non solo è confermata ma recidiva!
O l’Assessore ci vuol forse dire che la competenza del corretto svolgersi
della procedura che la legge delega alle Provincie, è di qualcun altro?
Questo, inoltre, nonostante le oltre 200 pagine di Osservazioni che assieme
alle Associazioni Valdisieve e Italia Nostra, avevamo presentato.
Se l’Amministrazione Provinciale avesse rispettato la normativa di
riferimento sia sulla VIA che in materia partecipazione dei cittadini su
questioni ambientali (L.108/2001, D.Lgs. 152/2006 per la procedura di AIA), e
con un po’più di umiltà e di riguardo nei confronti della popolazione, il cui
interesse è l’unico a cui dovrebbe attenersi una Pubblica Amministrazione, oggi
sicuramente non saremmo a questi livelli di contrasto.
Ricorrere alla Magistratura è stata l’unica possibilità che abbiamo avuto
per farci ascoltare e riportare un po’ di democrazia nelle procedure che
riguardano il futuro del territorio. Certo quando i cittadini devono ricorrere
alla Magistratura per essere ascoltati ed avere risposte (che pure si ricorda
avevamo chiesto ai sensi delle leggi vigenti) qualcosa ha profondamente fallito
nel governo del territorio, in particolar modo quando questo invece sbandiera
democrazia e partecipazione ad ogni tornata elettorale.
Su questo crediamo l’Assessore, invece di accampare giustificazioni,
dovrebbe riflettere.
Se poi l’Amministrazione, refrattaria ad ogni ascolto, perseguirà la
volontà di costruire impianti estremamente dannosi per il nostro territorio,
noi continueremo la nostra battaglia a tutela dell’ambiente e della salute,
valori essenziali al nostro benessere e superiori al mero interesse commerciale
delle Società che inceneriscono rifiuti. Ricordiamo a questo proposito quanto
pesi la mancata istruttoria provinciale sulle alternative all’incenerimento per
il trattamento del residuo finale; impegno peraltro richiesto dalle convenzioni
internazionali per la lotta contro le diossine di cui gli inceneritori sono tra
i principali produttori (Inventario Europeo delle Diossine). Cosa è stato fatto
dagli Amministratori per perseguire questi impegni?