RETE DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO

 

…storia di una ReTe di tante storie di difesa del territorio.

 

... “chi siamo?” (o, se volete, rovesciando la prospettiva del discorso: “chi siete?”), e: “Cosa vogliamo e possiamo fare?"

 Rappresentiamo in Toscana (ma, come vedremo il fenomeno tende a estendersi) la interconnessione organizzata di tutti quei movimenti di base, che si muovono a livello regionale per la difesa del territorio e dell’ambiente in tutte le sue forme (paesaggio, problemi urbanistici ed energetici, salute, beni comuni, ecc); ben lungi da rappresentare un movimento puramente negativo, siamo stati e siamo ampiamente propositivi e progettuali (ad ogni sconquasso, ad ogni sfacelo, contrapponiamo una proposta diversa, non solo più ragionevole, ma quasi sempre più economica dell’altra.

Non siamo perciò l’antipolitica, - come qualcuno pretestuosamente ci chiama, confondendoci ad arte con altri movimenti, ma la POLITICA VERA, quella che si basa sulle idee chiare, sulla trasparenza dei metodi e dei linguaggi, sul rapporto strettissimo fra proposta e cittadinanza; o, se si preferisce, siamo l’antipolitica nei confronti di quella politica falsamente modernizzante, totalmente spregiudicata, delegata fuori misura e in fondo in fondo, un po’ stupida, che oggi è dominante...

 

 

Questo è il preambolo con il quale Alberto Asor Rosa si rivolgeva ai Comitati dopo meno di un anno e mezzo dall'inizio di quella marcia di avvicinamento alla costruzione della Rete dei Comitati toscani per la difesa del territorio, iniziata in pratica con la pubblicazione su la Repubblica del 24 agosto 2006, del suo primo articolo che denunciava le nuove edificazioni in costruzione appena sotto le mura del borgo medievale  di Monticchiello, nel bel mezzo della Vald’Orcia, simbolo di quella Toscana che qualche decennio prima il professore aveva definito Felix, per il buon governo e l’attenzione al territorio.

L’effetto dell’articolo fu subito quello di restituire fiducia e coesione ad una moltitudine di Comitati toscani inascoltati, eppure in lotta da anni contro scempi simili, ai quali sembrò aver trovato -finalmente- un intellettuale dalla loro parte, in grado di far passare anche a livello nazionale le loro istanze.

L'idea di una rete di Comitati toscani parve essere possibile dopo lo storico Convegno indetto da Alberto Asor Rosa a Monticchiello il 28 ottobre 2006 che vide l'esposizione di una lunga serie di emergenze e la raccolta di riferimenti per  successivi contatti con moltissime realtà associative di tutta la Toscana.  Non solo, ma in quella occasione intervennero rappresentanti anche di altre regioni che andavano dall'Emilia, al Veneto, alla Lombardia, all'Umbria, al Lazio e alle Marche. Con loro si è poi instaurato un sodalizio di intenti che oggi trova continuità e ampliamento.

Così, qualche mese dopo, il 25 marzo 2007, propiziato dal convegno nazionale di Fiesole del 11 marzo 2007, il Coordinamento dei Comitati toscani nasceva ufficialmente a Firenze, presso lo spazio donna Il Giardino dei Ciliegi,  nel corso di un’entusiasmante assemblea, nella quale Alberto Asor Rosa presentò un documento in 10 punti programmatici: una sorta di decalogo per  salvare il paesaggio.

Il documento fu condiviso da una moltitudine di rappresentanti riconducibili ad almeno 80, tra Comitati e Associazioni spontaneamente riuniti, che nominarono Alberto Asor Rosa Coordinatore dei Comitati toscani per la difesa del territorio.

Una prima significativa testimonianza di condivisione delle problematiche di difesa del territorio è stato l’appello “Salviamo l’Italia del 13 ottobre 2007, stilato e sottoscritto nella Val D’Orcia dai più autorevoli intellettuali ed urbanisti del nostro paese come: Andrea Zanzotto, Andrea Camilleri, Carlo Ripa di Meana, Mario Rigoni Stern, Bernardo Rossi Doria, Benedetta Origo, Alvise Serego Alighieri, Adriano Prosperi, Mario Torelli, Edoardo Salzano, Vezio De Lucia, Paolo Berdini ed altri.

Il passaggio da Coordinamento a Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio ha posto tra le finalità principali quella di costituire una struttura al servizio dei Comitati di cittadini, per assolvere a funzioni di collegamento, di consulenza tecnica, paesaggistica e legale.

Questo progetto ha portato ad un’ampia adesione di  Comitati passati, in Toscana, da 115 nel 2007 a 155 di oggi, ai quali, aggiungendo anche quelli riuniti nei Coordinamenti, si arriva a oltre 190. Un'altra decina sono i Comitati non toscani aderenti e molti altri quelli con i quali intratteniamo contatti, ormai in tutta la penisola.

Insomma una galassia di movimenti nati nella stragrande maggioranza dalla base i quali hanno in pratica sostituito, nella difesa dei beni comuni, quel mondo intellettuale e quella politica un tempo impegnati a difendere le identità e i bisogni del proprio territorio oggi maggiormente dediti a difendere i propri e gli altrui interessi particolari. Un esercito di cittadini che con un’approssimazione per difetto coinvolge in Toscana almeno 20.000 persone delle quali, circa 2.000, impegnate nei Comitati con competenze specifiche e di organizzazione. A questo "Associazionismo" dobbiamo poi aggiungere tutti coloro, ormai oltre 50, che  hanno deciso di aderire alla ReTe a titolo individuale per dare un loro specifico contributo di conoscenza e professionale.

Su queste basi la RETE ha sviluppato un tessuto di relazioni con e tra i Comitati toscani ispirato alla massima partecipazione, condividendo in Assemblee tutte le principali proposte organizzative e scientifiche, come il documento  collegiale che ha aperto la “Vertenza Toscana” sulle emergenze paesaggistiche e ambientali del nostro territorio.

Su questo tema la Rete ha costruito occasioni di visibilità e di studio, attraverso Convegni, come quello nazionale di Firenze del 28 giugno 2008, sul tema “LE EMERGENZE IN TOSCANA - crisi di un modello regionale di sviluppo”, che ha visto la partecipazione anche di Salvatore Settis e Edoardo Salzano. Incontro storico nel quale la ReTe presentò la Mappa delle Emergenze toscane.

 

La Rete ha partecipato anche a manifestazioni organizzate da altre realtà simili come quella di “Paesaggi veneti SOS”, di cui sono stati fondatori il poeta Andrea Zanzotto e il compianto Mario Rigoni Stern; come  “SalValpolicella “, fondato da Alvise Serego Alighieri. Lo stesso vale per manifestazioni organizzate da Comitati locali delle Marche e dell’Umbria che hanno voluto ospitare interventi di Alberto Asor Rosa.

Il 14 Giugno 2008, Alberto Asor Rosa ha partecipato anche alla presentazione della neonata Rete dei Comitati della Lombardia.

Contatti sempre più frequenti e stretti sono richiesti dai Comitati liguri delle 5 terre nella provincia di La Spezia, e da Comitati emiliani, tra i quali, quello molto attivo di Correggio.

In ultimo, la RETE è stata chiamata nell'aprile 2009 a sviluppare il tema dell’urbanistica contrattata, al “Festival Città Territorio” che Francesco Erbani  organizza annualmente a Ferrara, esponendo un caso specifico su Firenze: quello di “Castello”.

 

Questi contatti ed inviti, sono stati percepiti come il riconoscimento tangibile da parte delle altre realtà ambientaliste simili, del ruolo di capofila della Rete dei Comitati toscani per la difesa del territorio facendo maturare la decisione che occorresse un cambiamento organizzativo attraverso la costituzione di un’Associazione legalmente riconosciuta, che permettesse alla RETE di ricevere contributi da impiegare per le attività di servizio verso i Comitati e di acquisire anche maggiore autonomia e autorevolezza in tutte le sedi istituzionali competenti.

 

Dal 23 novembre del 2008  la Rete si è data un Statuto ed è quindi divenuta un’Associazione non più solo toscana, ma a carattere nazionale, chiamandosi semplicemente Rete dei Comitati per la difesa del territorio.


Firenze 20-5-09