Gennaio 2008
Il punto sulla Rete

di Alberto Asor Rosa

Dopo l’appuntamento di Fiesole del 11 marzo 2007, siamo nati nel corso dell’entusiasmante Assemblea del 25 marzo 2007 al “Giardino dei ciliegi” di Firenze, e abbiamo avuto da allora due assemblee generali dei delegati dei comitati in 7 luglio e il 10 novembre 2007, dalle quali è scaturito un documento politico, che insieme con il Dieci punti iniziali, rappresenta la base di quella che abbiamo chiamato “vertenza Toscana”.  Ritengo che di questa prima fase dei nostri lavori (appena nove mesi) possiamo ritenerci moderatamente soddisfatti. Ne sono emerse infatti risposte abbastanza precise a quelle domande: “chi siamo?” (o, se volete, rovesciando la prospettiva del discorso: “chi siete?”), e:
“Cosa vogliamo e possiamo fare?"
Le principali risposte, che, alla ripresa dei nostri lavori mi pare opportuno riassumere, sono le seguenti:
1) Rappresentiamo in Toscana (ma, come vedremo il fenomeno tende a estendersi) la interconnessione organizzata di tutti quei movimenti di base, che si muovono a livello regionale per la difesa del territorio e dell’ambiente in tutte le sue forme (paesaggio, problemi urbanistici ed energetici, salute, beni comuni, ecc);
a) ben lungi da rappresentare un movimento puramente negativo, siamo stati e siamo ampiamente propositivi e progettuali (ad ogni sconquasso, ad ogni sfacelo, contrapponiamo una proposta diversa, non solo più ragionevole, ma quasi sempre più economica dell’altra.

Non siamo perciò l’antipolitica, - come qualcuno pretestuosamente ci chiama, confondendoci ad arte con altri movimenti, ma la POLITICA vera, quella che si basa sulle idee chiare, sulla trasparenza dei metodi e dei linguaggi, sul rapporto strettissimo fra proposta e cittadinanza; o, se si preferisce, siamo l’antipolitica nei confronti di quella politica falsamente modernizzante, totalmente spregiudicata, delegata fuori misura e in fondo in fondo, un po’ stupida, che oggi è dominante;
2) Pare a me che la semplice, flessibile e molto democratica interconnessione organizzativa, che abbiamo finora realizzato abbia già dato qualche risultato positivo in questo duplice senso:
a) Non c’è dubbio che abbiamo fortemente contribuito a far sì che casi in sé particolarmente clamorosi come quelli di Fiesole, di Monticchiello, del “corridoio tirrenico”, della piazza Mercatale di Prato, di Fucecchio, del Piano strutturale e del sotto attraversamento ferroviario di Firenze, dell’aeroporto di Ampugnano, di Campiglia Marittima, degli scempi sulla costa della Versilia (e certamente dall’elenco ne manca qualcuno), da episodi strettamente locali, compressi e sofferti nell’intenzionale isolamento e silenzio da parte delle amministrazioni locali e regionali, siano diventati d’interesse nazionale;
b) in taluni di questi casi (Monticchiello, Ampugnano, Campiglia, “corridoio tirrenico”), in seguito alla pressione dei Comitati relativi e alla regia della Rete, che ha presieduto all’informazione nazionale (e talvolta internazionale), decisioni che sembravano già tranquillamente prese, sono state o bloccate o riviste o “mitigate”, oppure andranno incontro nelle prossime settimane a incontri e scontri laceranti... A tal fine sono giovati non poco i rapporti allacciati con le forze politiche e parlamentari, soprattutto a livello nazionale e tuttora in via di sviluppo.
3) Più in generale pare a me si possa dire che, nel corso della sua breve esistenza, la Rete abbia acquisito una sua notevole autorevolezza, che la stampa nazionale e locale ha in genere registrato e amplificato in maniera abbastanza corretta. Gli incontri con i Ministri più direttamente interessati (BB.CC., Ambiente, Trasporti) lo hanno confermato. Anche l’impegno assunto da parte del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini di ricevere la Rete si muove in questa direzione (la verifica di questa volontà fa parte del nostro capitolo di impegni
più urgente e immediato).
4) Il rilievo nazionale assunto dalla presenza della Rete Toscana è confermato dall’attenzione prestata alla nostra esperienza da consimili movimenti sviluppatisi in altre Regioni italiane: in particolare, l’ Umbria, le Marche, la Liguria, il Veneto (iniziative di A. Zanzotto). Recentemente anche la Lombardia ci ha chiesto di conferire con noi, proponendoci un lavoro comune.
Su tutta questa materia dovrà essere sviluppata una riflessione assai importante per il nostro futuro. Ne rappresenta una rimessa significativa l’incontro seminario svoltosi a San Quirico D’Orcia il 13 ottobre 2007, nel corso del quale illustri rappresentanti dell’urbanistica e studiosi del territorio hanno stilato e firmato con noi l’appello Salviamo l’Italia.
Sul piano critico e autocritico, individuerei due questioni:
1) Le assemblee generali dei Comitati sono state tutte estremamente ricche ed interessati. Manca invece, - mi pare - un interscambio quotidiano più frequente fra i singoli Comitati e i cosiddetti organismi dirigenti. È importante invece che qualsiasi informazione (anche di natura preventiva) prese di posizione, atteggiamenti, delle amministrazioni locali, delle forze politiche, delle associazioni, ecc., ci pervengano in tempo reale.
2) Il lavoro centrale, fondato sul volontariato più puro, ricade a mio giudizio su di un gruppo troppo ristretto: esso va rapidamente ridistribuito. Verificheremo presto se a questo scopo saranno sufficienti le new entry decise dall’assemblea del 10 Novembre, oppure se si riveleranno necessari altri allargamenti.
In prospettiva
Accanto alle molte questioni già esaminate, e tuttora aperte, pare a me, che un rilievo particolare debba essere portato alla situazioni di Castelfalfi (oggetto di un importante discussione in rete fra Salzàno, Morisi e Baldeschi) e di Casole d’ Elsa; e ai problemi dell’energia (con particolare riguardo alla geotermia dell’ Amiata).
Più in generale
Comincia per noi ora la fase operativa della costruzione di quella Conferenza “nazionale” sulle emergenze in Toscana, che costituisce un passaggio fondamentale del nostro percorso.
È opportuno che i singoli Comitati si rendano conto di questo e vi concentrino una parte rilevante delle loro energie nei prossimi mesi.
Desidero precisare a questo proposito che “nazionale” in questo senso significa due cose, e cioè che: 1) il rilievo da dare alle emergenze toscane deve essere di livello nazionale; 2) non
è escluso che una sessione del Convegno sia destinata ai casi delle altre Regioni affiancatesi nel frattempo alla Toscana e, più in generale, ai problemi delle emergenze territoriali e paesaggistiche del “paese Italia”.
Ad affermare l’insieme delle questioni sopra elencate e a iniziare l’attività della Rete Toscana per il 2008, è chiamata una prima sessione congiunta del Comitato di gestione e del Consiglio Scientifico, del cui Ordine del giorno desidero tuttavia che prendano visione i Comitati tutti, onde ci facciano pervenire suggerimenti e consigli nel merito dell’Ordine del giorno stesso.

Alberto Asor Rosa