Il problema delle infrastrutture non è la burocrazia

ma la cattiva progettazione. Risposta a Lupi

COMUNICATO STAMPA, Firenze, 12 gennaio 2017
Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze legge con sconcerto le dichiarazioni dell’ex ministro Maurizio Lupi sui motivi dei problemi che le “grandi opere” hanno in Italia: le tante “tele di Penelope” in Italia che incontrano problemi enormi sarebbero tali per una dispettosa burocrazia e una insidiosa magistratura che limiterebbero il libero dispiegarsi delle magnifiche sorti legate alla realizzazione di mega opere come il Passante TAV di Firenze.
L’ex ministro – e come lui tanti politici – non vuol vedere che i problemi non sono nella burocrazia (di cui per altro è stato a capo per parecchi anni!) e nemmeno nella magistratura che non si è inventata, nel caso TAV di Firenze, reati come corruzione, traffico di rifiuti, truffa.
I problemi delle “grandi opere inutili” sono soprattutto dovuti alla cattiva progettazione: che, nel caso Firenze, dopo decenni, si sia ancora a ragionare delle terre di scavo, anche dopo che si è ripetutamente modificata la regolamentazione del settore (rendendo tutto molto facile per grandi cantieri e tutto diabolicamente complicato per i piccoli), si sia ancora a parlare di tunnel sotto la città è un palese esempio di come il progetto sia stato sbagliato fin dall’inizio.
L’ex ministro dovrebbe anche ricordare che Firenze non è certo un’eccezione in questo disastro italiano delle “grandi opere inutili”; la linea TAV da Torino a Napoli ha visto crescere e moltiplicarsi i costi proprio a causa della progettazione sbagliata e della necessità di ricorrere a continue varianti in corso d’opera. L’esempio della linea Firenze Bologna è emblematico: doveva costare poco più di un miliardo di euro ed ha abbondantemente superato i 7 miliardi.
Il Comitato, che da anni fa rete con altri gruppi ambientalisti in Italia e in Europa, sta constatando che gli errori progettuali ed i conseguenti aumenti dei costi sono una pratica diffusissima; tutto il mondo dell’opposizione alle grandi opere si sta convincendo che la cattiva progettazione è funzionale proprio all’aumento dei costi e dei profitti per i costruttori.
Che poi il ragno velenoso delle grandi opere possa mordere anche chi lo ha allevato lo si vede con Condotte SpA che sta arrancando a Firenze con il Passante ma, rimanendo in Toscana, anche a Pisa, dove un folle people mover è già sull’orlo del fallimento per le pessime previsioni di utenti e la pessima progettazione:

http://www.perunaltracitta.org/2018/01/09/grandi-opere-pisa-mover-un-disastro-annunciato/
L’ex ministro Lupi si dovrebbe anche preoccupare delle casse dello Stato, non solo di Condotte, dove la proprietà si è già garantita adeguati profitti a scapito di fornitori e lavoratori; il contenzioso attuale di 131 milioni di euro di maggiori oneri pretesi fino al 2012 da Condotte è solo una prima trance: nel bilancio di Nodavia del 2016 sono iscritti anche 399 milioni di riserve che probabilmente diventeranno altri contenziosi ed altri soldi che lo stato, tramite FS, dovrà pagare.
Ma oltre a tutti questi problemi economici ci dovrebbe essere un semplice motivo, comprensibile anche da un bambino, per abbandonare l’opera: la sua totale inutilità. Si prosegue a costruire una stazione dove fermeranno pochissimi treni, si vogliono scavare due rischiosissimi tunnel dove passeranno pochi treni, si trasforma l’immane progetto in una fermata di autobus per giustificare l’opera… Quando il Comitato lo racconta ai colleghi di altri paesi viene chiesto se questa è realtà o una barzelletta.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

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